Barley Wine … progettiamo la ricetta

Cenni storici

Per secoli sono state prodotte in parallelo con le Strong Ale con varie formulazioni in Inghilterra ed erano note con varie denominazioni. I moderni Barleywine si rifanno alla Bass No. 1 che fu chiamata per prima Barleywine nel 1872. I Barleywine erano più scuri fino a che la Tennant (ora Whitbread) produsse per prima la Gold Label (un Barleywine dorato) nel 1951. Di solito è la birra più forte prodotta da una birreria e negli anni recenti sono apparsi sul mercato prodotti millesimati offerti ai consumatori come specialità invernale a serie limitata. Lo stile originale ha ispirato varianti in Belgio, USA e altrove nel mondo.

OG: 1.080 – 1.120 Schermata 2018-03-08 alle 12.14.27

FG: 1.018 – 1.030

IBUs: 35 – 70

BU-GU: 0,94

SRM: 8 – 22

ABV: 8.0 – 12.0%

un tripudio di ricchezza di malto e gusti intensi e complessi. Corpo ricco, quasi masticabile, con calore alcolico e piacevole fruttato o luppolato. Quando è invecchiata può assumere gusti simili al Porto. E’ una Birra prettamente invernale.  Il carattere dei Barleywine può cambiare in modo significativo col tempo: sia le giovani che le mature dovrebbero essere apprezzate per quello che sono. Il profilo del malto può variare molto e non tutti gli esempi posseggono l’intero spettro di gusti e aromi possibili. Le varietà più chiare non possono avere i gusti di malto ricco e caramello e neppure il tipico fruttato da frutta scura secca: non bisogna aspettarsi gusti e aromi impossibili per una birra di quel colore. Tipicamente scritto “Barley Wine” nel Regno Unito e “Barleywine” in USA.

 

Come procedere

• Usate l’estratto di malto per raggiungere la densità iniziale desiderata. Prendete in considerazione l’aggiunta di nutriente per il lievito se l’estratto di malto rappresenta più del 50% della vostra densità.
• Limitate i malti speciali a non più del 15% del totale.

• Usate luppoli in pellet con elevati alfa acidi per raggiungere un livello di IBU compreso tra 50 e 100.
• Per il sapore e l’aroma scegliete una luppolatura americana oppure inglese, facendo affidamento sul Cascade per la prima e sull’East Kent Goldings per la seconda.

• Le aggiunte di luppolo da aroma sono facoltative, essendo più tipiche degli esempi americani che dei tradizionali Barley Wine inglesi.
• Scegliete un lievito Ale resistente e con buone capacità di attenuazione, 55-85%.
“• Preparatevi a inoculare il doppio del lievito che usereste per una birra con una densità “normale”. Riutilizzate il lievito di una produzione precedente o usate un lievito secco.

• Ossigenate energicamente il mosto. Risospendete o reinoculate il lievito durante la fermentazione secondaria per assicurare la completa attenuazione del mosto.
• Fate un dry hopping nel fermentatore secondario usando da 40 a 60 g del luppolo che avete scelto in 20 l di birra. In alternativa, potete aggiungere la stessa quantità di luppolo in infusione al termine della bollitura nel mosto ancora caldo.

Calcola i tuoi Grani per la ricetta!!

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